Davide Fabio
Il mestiere del mastro birraio è paragonabile a quello di uno chef di un ristorante rinomato. È lui infatti che sta ai fornelli, come il cuoco, ma in questo caso con pentoloni da 1200 litri; è lui che fa la scelta delle materie prime; è lui che pensa, prepara, controlla e segue tutto, fin nei minimi particolari. La sua giornata lavorativa non dura mai meno di 8 ore, e molto intense.
   La lavorazione della birra della giornata, 1000 litri, si sviluppa attraverso la preparazione del mosto di birra, il suo filtraggio, l’aggiunta calibrata di luppolo, la centrifugazione, il raffreddamento, l’ossigenazione e da ultimo il passaggio al fermentatore e l’aggiunta del lievito.

Ormai è sera e inizia la trasformazione, che dura 3-7 giorni, da mosto di birra in birra vera e propria.
   Nei tempi morti è sempre lui, con l’aiuto di due assistenti, che pesa e macina il malto d’orzo, lava e sterilizza con acqua bollente i contenitori e le apparecchiature usate (l’igiene è di massima importanza), tiene sotto controllo la fermentazione e, terminata questa, passa il tutto ai maturatori.
   E sempre qui, per circa un mese, controlla periodicamente il pH e conclude il lavoro con la messa in botti.

Ed ecco, la birra pronta all’uso.


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