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| La recensione di Kuaska Ideale come aperitivo ma si può accompagnare molto bene a piatti di pesce che vengono esaltati ma mai dominati dal fresco floreale di questa originale birra che sento più vicina ad una bassa fermentazione (ricorda una pils atipica) che ad un’alta fermentazione (alludo a una kölsch). Aspetto caratterizzato da una sorprendente limpidezza tenendo conto della mancanza di filtrazione e di pastorizzazione. Color paglierino carico con riflessi lievemente dorati, schiuma pannosa ed aderente dal bellissimo candido chapeau. Olfatto iniziale di luppolo fresco poi interviene un malto deciso e si può infine avvertire un caramello lieve ma sicuro. Concentrandosi sul floreale troviamo fiori di camomilla e rosa accennata mentre il fruttato è dominato da una mela verde leggermente asprigna. Il gusto all’inizio è omogeneo con malto gradevole ma fugace dato che ben presto il luppolo invade la lingua e si mantiene sempre presente anche quando arrivano in successione la pesca e l’ananas sciroppati. Retrogusto che rimane neutro per circa tre secondi poi parte un amarognolo più rotondo che pungente. Al degustatore attento non deve sfuggire, infine, un’astringenza (lingua un po’ ‘legata’) che ricorda una nespola o un caco acerbi. |
Come mai Montestella? La montagnetta nel quartiere di San Siro fu creata con le macerie dell’ultima guerra mondiale su un’idea del grande architetto Bottoni che scrisse poi: ‘La prima ascensione alla montagna di Milano l’ho fatta in sogno... Se il Monte Stella è nato, ha cominciato a crescere, si è conformato, si è coperto di alberi e di erba, viottoli e di strade, insomma è diventato qualcosa nella fisionomia della città, e se ora è in progressivo divenire, è perché fu un sogno ed una poesia e perché io vi ho creduto. Giacché sogno e poesia muovono, malgrado le apparenze, il mondo.’ |
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