Luppolo: infiorescenza della pianta femminile di un rampicante; ne bastano 1-2 grammi per un litro di birra.

È sicuramente stato il luppolo a far fare alla birra un salto di qualità enorme tuttora apprezzato.

Tra le tante erbe aromatiche adottate anche il luppolo, ma allo stato selvatico, veniva talvolta usato già dai Babilonesi. Comunque, l’uso sistematico di questa erba avvenì solo molti anni più tardi.

Un documento dell’anno 760 A.D. accenna ad un orto nei pressi del convento di Freising, in Baviera, coltivato a luppolo. Il primo uso di luppolo coltivato è documentato da piccole aziende familiari che lo impiegano per la loro produzione. Siamo nel 1275 e grazie al luppolo è stato introdotto nella birra quel nitido retrogusto amaro. Grazie invece all’acido tannico contenuto nel luppolo la birra è diventata più stabile e quindi conservabile.

Possiamo dire infatti di essere passati dagli antichi ‘vini d’orzo’ alla vera e propria birra che ancor’oggi conosciamo. Da questa data in poi varil mastro birraio tedeschi faranno da guida per la produzione di birra di qualità ma sarà in particolare München (Monaco di Baviera) ad affermarsi come capitale della birra. Ancora oggi le scuole di Monaco e di Weihenstephan sono le più famose e anche le più frequentate.